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ECM 2014

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Terza Notizia

Terza Notizia (21)

Gli Esecutivi delle Federazioni rappresentanti i Lavoratori Pubblici e dei Servizi (FPS), Scuola (Cisl Scuola), Università e AFAM (CISL Università), Innovazione e Ricerca(FIR), Medici (CISL Medici). della Sicurezza (FNS) hanno deliberato la Costituzione dell'Organismo di gestione della Convenzione CISL Lavoro Pubblico,  con sede in Roma,  via G.M. Lancisi n. 25. È un organismo che condivide i principi e i valori della Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori (CISL) contenuti nello Statuto della medesima. Con esso si intendono perseguire politiche attive riguardo alla funzionalità qualitativa dei servizi istituzionali nell'interesse della comunità nazionale, attivando una nuova articolazione delle rispettive rappresentanza e al fine di riqualificare le competenze professionali e le motivazioni dei lavoratori facendone attori partecipativi della riforma qualitativa del servizio pubblico. La Segreteria Nazionale della CISL Lavoro Pubblico è composta dal Coordinatore e dai Segretari Generali delle Federazioni di Categoria. Il primo Segretario del nuovo organismo è l'amico Francesco Scrima detto Ciccio.

“ Il trasferimento di personale da Battipaglia ad Eboli richiede un immediato confronto e in tal senso abbiamo inoltrato una esplicita richiesta. Purtroppo in assenza saremo costretti ad attivare ogni azione di lotta a tutela, dovendo prendere atto di aver raggiunto ormai un punto di non ritorno. Se Squillante ha serie intenzioni di parlare di riorganizzazione dei servizi e definizione del fabbisogno di personale noi saremo della partita senza se e senza ma, come spero lo siano tutti. La Cisl e' un sindacato riformatore che non ha paura dei cambiamenti, ma anzi vuole partecipare attivamente ai processi di trasformazione e di riorganizzazione dei servizi sanitari. Se l’attuale gestione aziendale della ASL di Salerno ha queste intenzioni siamo a confrontarci con le nostre idee e a dare il nostro contributo propositivo". E' quanto sottolinea il Segretario Generale della Cisl di salerno per la FP Pietro Antonacchio “ Razionalizzazione e ottimizzazione nell’utilizzo delle risorse umane ed economiche nell’organizzazione del lavoro hanno bisogno del massimo consenso sociale per essere davvero efficaci. Altrimenti si rischia l'ennesimo flop. Specie dover constatare il silenzio di tutte le altre organizzazioni sindacali"

SQUILLANTE APRE AL CONFRONTO

Salerno 6 maggio 2014 - “La ripresa del dialogo tra le parti su problemi che riguardano la riorganizzazione dei servizi e delle strutture sanitarie della ASL Salerno – affermano congiuntamente i delegati della RSU e della RSA CISL FP Solimeno Pasquale, Faucitano Franco, Antonio Mastrogiovanni, Gaeta Raffaele, Emiddio Sparano, Ristallo Antonio, Moscariello Giuseppe e Ciro Contrasto – è un aspetto essenziale del nuovo corso intrapreso e avviato da Squillante e di questo bisogna dargliene atto. Ha personalmente condotto e si è fatto promotore di un tentativo serio di dare dignità ad un territorio salvaguardando le professionalità di lavoratori che operano nelle strutture sanitarie del territorio della Piana del Sele e di tutti i cittadini che hanno come punto certo di riferimento gli ospedali di Eboli e di Battipaglia. Si è trattato di un primo coerente passo, nell’ambito di una già avviata ottimizzazione organizzativa delle strutture sanitarie salernitane, verso una concreta presa d’atto delle esigenze dei territori ponendo al centro i bisogni della comunità di riferimento.”

“Siamo fiduciosi della rinnovata consapevolezza di far partecipare ai momenti di razionalizzazione tutte le componenti sociali a processi tendenti alla valorizzazione delle attività – sottolinea Pietro Antonacchio Segretario Generale della CISL FP – richiamando alla responsabilità condivisa soprattutto le parti sindacali. Tutto il sistema sanitario va trasformato poiché in assenza di risorse economiche ed umane in un momento di particolare crisi di tutto il paese nessuno può esimersi dalla partecipazione responsabile ai processi di riordino dei pubblici servizi, poiché la contrapposizione insensata e incondizionata arreca solo ed esclusivamente danni irreparabili ai cittadini ed agli operatori. Tale nefanda ipotesi non troverebbe alcuna valida giustificazione. Da sempre come CISL FP vogliamo assumerci le nostre responsabilità a difesa di utenti e lavoratori, aspetto tutt’altro che residuale di un ruolo istituzionale che in momento di crisi globale di tutto il sistema richiede scelte coraggiose e praticabili. Su tali percorsi saremo sempre vigili e disponibili al dialogo e alla partecipazione affinché, ora come sempre, prevalga buon senso e concretezza”.

 

Il giorno 10 marzo 2014, grazie alla continua pressione esercitata sulle istituzioni locali e centrali, il Ministro alla Salute ha sottoscritto il testo del documento concordato sullo sviluppo delle competenze infermieristiche (allegato). Il documento, già approvato il 6 febbraio 2013 dalla Commissione Sanità, ora verrà inviato alla Conferenza delle Regioni per la conclusiva approvazione. Il percorso, dal 4 febbraio 2013, data in cui abbiamo concordato presso il ministero alla Salute il Testo sull’implementazione delle competenze dell’infermiere, è stato lungo e non privo di ostacoli, ma la grande determinazione e la convinzione che questa sia la strada giusta per valorizzare gli infermieri e assicurare ai cittadini prestazioni appropriate e di qualità ci ha permesso di raggiungere l’obiettivo. Ora l’accordo accompagnato da analoghi provvedimenti sulle altre professioni sanitarie, può dare corso ad una reale e concreta riorganizzazione del SSN, in particolare per garantire le richieste di salute di una popolazione con un trend demografico superiore a tutti gli altri paesi europei e, in cui speranza di vita nei prossimi 40 anni aumenterà ancora. L’accordo sull’implementazione delle competenze dell’infermiere, consente in ogni regione un positivo protagonismo della nostra Federazione, per diffondere la nostra presenza tra il personale infermieristico, portandolo a conoscenza delle iniziative che da sempre abbiamo messo in atto per la loro crescita professionale e contrattuale. Ora, come più volte abbiamo richiesto al ministero, auspichiamo la rapida apertura di un confronto sullo sviluppo professionale delle altre professioni sanitarie del comparto.

In riferimento all’oggetto, prendo spunto dall’accordo interconfederale sottoscritto tra CGIL, CISL e UIL e la Confindustria in merito al Testo Unico sulla Rappresentanza, per tentare di affrontare la questione spinosa della applicabilità dei contratti non sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative nell’ambito della riabilitazione e del socio assistenziale nel suo complesso. E’ innegabile che il crescere delle patologie croniche di una popolazione sempre più anziana e la necessità di favorire risposte adeguate ai loro bisogni ha determinato un aumento del bisogno di prestazioni riabilitative. Il paradosso inspiegabile che si vive in Regione Campania è che ad una domanda crescente e a cui si rapporta una offerta adeguata resa possibile anche grazie a fenomeni di riconversione attivati, si verifica una grave crisi del settore. Tutti sappiamo che alcuni eventi hanno determinato il dumping contrattuale per cui accordi sottoscritti da pseudo sindacati, fuori dai parametri dei contratti della sanità privata, stanno nei fatti decretando perdite di tutela da parte dei lavoratori, salari e diritti sotto la media del settore dell’assistenza, contratti il cui unico obiettivo è quello di abbassare il costo del lavoro e determinare un grave abbattimento dei livelli essenziali di prestazioni e della qualità assistenziale. SAREBBE OPPORTUNO CHE PROPRIO A PARTIRE DALL’ACCORDO SOTTOSCRITTO, SI POTESSE AVVIARE UNA SERIA DISCUSSIONE CON LA REGIONE CAMPANIA CHE A PARTIRE DALLA DEFINIZIONE DEI COSTI STANDARD DEL SETTORE, PREVEDA LA NECESSITA’ CHE ALL’INTERNO DEL COMPARTO VI SIA L’OBBLIGO DELLE PARTI DATORIALI DI APPLICARE I CONTRATTI SOTTOSCRITTI DALLE ORGANIZZAZIONI SINDACALI MAGGIORMENTE RAPPRESENTATIVE. Non volendo allargare la discussione su altri aspetti che a breve sarebbe opportuno approfondire, mi preme evidenziare che a parità di prestazioni e di costi delle stesse, esistono strutture accreditate che applicano contratti non sottoscritti da organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, alcuni dei quali sono addirittura stati avallati da maestranze dei lavoratori di dubbia esistenza. Tale aspetto sta determinando gravi fenomeni di perdita di diritti fondamentali che a partire dai salari, investono anche l’orario di lavoro, le ferie e addirittura i contributi per assenze dovute a malattia. Il gap salariale oscilla tra il 15% e 25 %, per la qual cosa dato un salario presunto di € 1000, tali differenze retributive per operatori che espletano le stesse funzioni ammonterebbero, in negativo, tra i 150 e i 250 €. Tale perdita di potere d’acquisto viene ulteriormente aggravata da un aumento di ore settimanali da lavorare, minino 2 fino ad un massimo di 4, dalla riduzione delle ferie e dall’aumento degli oneri previdenziali a carico delle strutture che applicano i contratti di settore sottoscritti da CGIL,CISL e UIL. Appare evidente che nelle strutture accreditate per la erogazione delle prestazioni riabilitative si  debbano applicare contratti di lavoro sottoscritti da chi detiene nel settore la maggioranza della rappresentatività, documentata e documentabile, anche in considerazione che l’art. 36 della costituzione dispone che il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del lavoro svolto e che lo stesso statuto dei lavoratori prevede la obbligatorietà di non poter applicare condizioni nei confronti dei lavoratori dipendenti inferiori a quelle risultanti dai contratti collettivi di lavoro della categoria di riferimento. Ne deriva che l’applicazione di contratti differenziati sono il grave segnale di una degenerazione del settore sia nel complesso della dinamica delle relazioni sindacali che nel concetto stesso di benessere sociale collettivo, che proprio a partire da fenomeni discorsivi ne sta decretando un grave ridimensionamento. Lasciare che nel settore si applichino contratti di dubbia rappresentanza incentiva una corsa al ribasso finalizzata alla compressione dei salari e delle tutele dei lavoratori. Per tutto quanto esposto sarebbe opportuno da subito avviare un serio confronto unitario per tentare di mettere chiarezza sulla questione, ritenendolo un atto dovuto per quanti, operatori del settore, stanno subendo una grave contrazione del potere d’acquisto dei salari e rischiano il posto di lavoro.

Segretario Generale CISL FP

Pietro Antonacchio

 

 I corsi formativi ECM (Educazione Continua in Medicina) organizzati dalla Cisl Fp di Salerno  prevedono vari momenti di formazione del personale sanitario, con corsi specialistici in: Ruolo e responsabilità dell’Operatore Socio Sanitario; La gestione delle emergenze nelle strutture sanitarie; Stress lavoro correlato; Risk management e rischio clinico; Sistema informativo sanitario – informatica sanitaria; Valutazione e trattamento della lombalgia; Prevenzione e protezione nell’impiego di radiazioni ionizzanti. I corsi sono gratuiti per tutti gli iscritti alla Cisl Funzione Pubblica di Salerno. Per informazioni più dettagliate sul percorso formativo gli interessati possono contattare il Delegato Aziendale di riferimento o chiamare direttamente al numero telefonico 089 220135. Sul sito www.fpcislsalerno.it si può, invece, scaricare direttamente il modulo di adesione al corso.  

Foto tratta dall'articolo di Raffaele De Chiara pubblicata su  www.corrieredisalerno.it (leggi l'articolo integrale nella sezione Rassegna Stampa, ndr)

Salerno, la Cisl lamenta la mancanza di 1.000 lavoratori nella sanitàVIDEO TELECOLORE Salerno, la Cisl lamenta la mancanza di 1.000 lavoratori nella sanità

 

 

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“ Dispiace dover constatare che il manager Squillante risponde col non dire nulla ovvero col “NIENTE” rispetto ai rilievi mossi da parte della CISL FP, ma a ben vedere da tutti i portatori di interesse del territorio del comprensorio della valle del Sele – afferma Pietro Antonacchio Segretario Generale della CISL FP di Salerno – In primis appare evidente che nelle more di una approvazione dell’Atto Aziendale, logica vorrebbe che si attenda un avallo favorevole prima di approntare ogni qualsiasi riorganizzazione, che appare peregrina in quanto notevole è il rischio di una bocciatura del progetto poiché non è conforme ad una razionalizzazione che tenga in debito conto dei reali bisogni dei cittadini del territorio. L’Assemblea dei lavoratori, delle forze politiche e dei rappresentanti dell’associazionismo tenutasi a Battipaglia in data odierna ha elaborato un documento che manifesta il pieno dissenso sulle procedure e le modalità di riordino, che non tengono conto del fabbisogno assistenziale e dell’elaborazione di una ipotesi di organico funzionale a garantire i livelli di assistenza. Chiediamo con forza l’apertura di un serrato confronto su tali aspetti, in quanto corre l’obbligo di riparametrare e non rapportando i posti letto e il personale attualmente in servizio presso ogni analogo servizio. Vi è sempre un povero più povero del povero. Questo metodo è scellerato, come è altrettanto scellerato banalizzare un aspetto essenziale della programmazione dei servizi sanitari riducendo gli organici, demansionando il personale e dequalificando l’assistenza. Di tutto quanto Squillante sarà responsabile, poiché come spesso accade qualsiasi allenatore, anche il più bravo, se ha una squadra di brocchi difficilmente raggiungerà il risultato sperato. Non si possono paragonare strutture diverse, che si diversificano a partire dall’allocazione degli ascensori alla distribuzione del vitto, dal conteggio delle lenzuola alle modalità operative senza un approfondito confronto su modalità organizzative e qualità assistenziale. Il documento elaborato dall’Assemblea pone in evidenza tre aspetti essenziali. Revoca del Commissariamento delle strutture di Battipaglia, Eboli, Roccadaspide e Oliveto Citra poiché la programmazione si attua con un dirigente responsabile e non con un commissario, anche alla luce che è una figura non prevista ne prevedibile in autonomia. Apertura di un tavolo istituzionale allargato a tutti i portatori di interesse per favorire condivisione, informazione e capillare descrizione degli obiettivi da perseguire e da raggiungere. Aprire un confronto con le organizzazioni per definire fabbisogno assistenziale e dotazioni organiche per garantire qualità e quantità e definire percorsi di adeguamento che favoriscano assunzioni e possano aiutare a definire il fabbisogno di personale nel triennio, per rendere possibile la elaborazione di strategie a tutto campo per raggiungere i risultati condivisi. Il documento è stato firmato dai rappresentanti politici e sindacali che hanno partecipato all’Assemblea: Ciotti Pierino, Mastrovito Giannantonio Coordinatore di Zona della CISL, Melchionda Martino, Francese Cecilia, Rosania, Gerardo, Cicia Cosimo, Ugo Tozzi, Annunziata Sergio Presidente della Conferenza dei Sindaci e ovviamente dalla CISL FP provinciale in uno a tutti i suoi delegati della rappresentanza sindacale aziendale e unitaria. Valutata positivamente la proposta di costituire un comitato del comprensorio della Valle del Sele a difesa del diritto alla salute del territorio che a partire dalla centralità della comunità di riferimento verifichi i bisogni ed elabori ipotesi di razionalizzazione e riorganizzazione della sanità che dia dignità ai cittadini, agli operatori ed utenti tutti. Appare evidente che come veniva richiamato deve esserci un atto di modifica dei dettami del decreto 82 e del decreto 49. Sono atti assurdi atteso che tra i rilievi mossi dal governo, l’atto propedeutico, il cosiddetto piano sanitario ospedaliero è stato emendato su alcuni aspetti essenziali: relativamente alla rete ospedaliera è necessario procedere alla ridefinizione della rete ospedaliera pubblica e privata per acuti e post-acuti, con individuazione analitica del numero dei posti letto suddivisi per struttura, disciplina, Day Hospital e ordinari, unità operative. • In merito alla rete dell’emergenza-urgenza occorre definire il numero delle postazioni totali regionali di soccorso avanzato territoriale e la loro distribuzione nei relativi bacini di utenza. Inoltre la struttura commissariale deve fornire un quadro di sintesi di Hub e Spoke, pronto soccorso, Postazione Primo Intervento e postazioni 118 attualmente in attività e un quadro della rete così come programmata nel Piano Ospedaliero. In merito all’erogazione dei LEA si evidenzia un decremento dell’ospedalizzazione totale e del ricorso a ricoveri ad alto rischio di inappropriatezza, se erogati in modalità ordinaria, che tuttavia presentano ancora un ampio margine di riduzione. Sia il tasso di ospedalizzazione della popolazione ultrasettantacinquenne sia il valore della degenza media pre-operatoria, pur mostrando segnali di lieve decremento nel tempo, si mantengono al di sopra del valore medio nazionale. La dotazione di posti letto per la riabilitazione e la lungodegenza post-acuzie risulta pari a circa 0,3 posti letto per 1.000 abitanti residenti al 1 gennaio 2013, valore che è inferiore sia a quello nazionale (0,7) che a quello ritenuto adeguato dal Comitato LEA (0,35). Per quanto riguarda l’erogazione di assistenza territoriale, si evidenzia una quota di anziani assistiti a domicilio ancora inferiore all’atteso. Gli indicatori segnalano inoltre una dotazione insufficiente di posti letto sia presso strutture tipo hospice che presso strutture residenziali che erogano assistenza psichiatrica o destinate alla popolazione anziana non autosufficiente. Si rilevano criticità nell’erogazione di servizi afferenti l’area della prevenzione soprattutto oncologica. “Se si parte da questi rilievi – conclude Antonacchio appare evidente che da una rielaborazione del piano ospedaliero regionale si deve partire per una sua implementazione sul territorio. In assenza e nel continuare nel persistere in una pedissequa rimodulazione su atti emendati e pertanto allo stato bocciati, allora vuol dire che altre sono le finalità e bisogna prendere atto che il comprensorio della Valle del Sele è stato svenduto.

Attilio Maurano è il nuovo Segretario Regionale della Cisl Medici della Campania. Nella riunione del Consiglio Generale tenutosi nel pomeriggio di oggi, presso la sede regionale del sindacato medico in Via G. Melisurgo n° 44 in Napoli, l’amico Attilio è stato eletto all’unanimità e succede all’amico De Bellis  Massimo che ha contribuito con la sua professionalità e quotidiana dedizione alla crescita e al rafforzamento su tutto il territorio campano della Cisl Medici. Un fraterno ringraziamento all’amico Massimo e un ad majora per l’amico Attlio.

SALERNONEWS - Le  Organizzazioni Sindacali   CISL Funzione Pubblica  e CISL Medici restano pienamente soddisfatte del risultato ottenuto dopo una lunga ed estenuante trattativa per evitare il trasferimento degli ambulatori della Psichiatria da Pastena a Mariconda. Il manager Squillante ha mostrato la dovuta attenzione ai problemi concreti dei cittadini di Salerno, compulsato dalla sana politica territoriale e ponendo al centro i bisogni reali e le loro giuste aspettative, nel condividere gli approfondimenti intervenuti nelle varie riunioni sul problema, ha favorito che non si smantellasse un servizio, atteso il trend consolidato di prestazioni  appropriate, e ha favorito il mantenimento del servizio presso la sede ove è allo stato allocato, individuando spazi adeguati ovvero da renderli compatibili alle prestazioni da erogare. “Alla fine è prevalso il buon senso – afferma il Segretario Generale della CISL FP Pietro Antonacchio - il senso di responsabilità e, anche se inizialmente c’erano state delle incomprensioni tutto è rientrato nell’alveo della tutela dei più deboli che è il vero motore del nostro impegno quotidiano. D’altra parte se si pone al centro l’utente è impossibile che non si riescano a trovare soluzioni praticabili a tutela dei più deboli e indifesi. Mi corre l’obbligo ringraziare quanti, dirigenti ed operatori in uno a tutti i politici che hanno attenzionato il problema, poiché nel praticare un nuovo modo di affrontare i disagi delle persone, alla fine si sono trovati soluzioni che oltre a garantire assistenza hanno certamente evitato un disagio ad utenti già privi di visibilità, e che hanno corso il rischio di essere definitivamente oscurati da indifferenza, approssimazione  e superficialità.” “Non è solo una vittoria dei più deboli – incalza Alfonso Citarella della CISL Medici - ma anche il proseguimento e il sostanziale riconoscimento delle attività di una equipe di specialisti e di operatori del comparto, che negli anni è stata e continuerà ad essere un punto di riferimento della cittadinanza garantendo prestazioni di qualità. E’ il consolidamento nel territorio e la piena valorizzazione di un servizio che, a partire dai bisogni della gente,  ha messo al centro la comunità salernitana e  l’ha difesa,  a garanzia di appropriatezza e peculiarità delle prestazioni assistenziali, che hanno corso il rischio di disperdersi e annullare anni di serio lavoro di cura e recupero riabilitativo.” Il risultato raggiunto sarebbe stato impossibile senza l’attenzione del manager  Antonio Squillante, che per il tramite dei dirigenti Lucchetti e Di Munzio ha attenzionato adeguatamente il problema, l’On. Gianfranco Valiante, l’avv. Luciano Provenza e la dott.ssa Scannapieco, rispettivamente Presidenti delle Commissioni  Consiliari “ Politiche Sociali”, ed “ Attualità e Cultura”, e tutti i componenti le commissioni, la consigliera dott.ssa P. Memoli, il Primario dell’ambulatorio di Psichiatria di Pastena dott. Antonio Zarrillo e tutti gli operatori medici, sociologi, psicologi e personale infermieristico che vi opera quotidianamente e che ha profuso ogni impegno a tutela dei pazienti e dei cittadini tutti di Salerno e provincia che beneficiano delle attività collocate nella struttura di Pastena.

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